Attività fisica e alimentazione: alleati nella lotta al tumore alla prostata
I pazienti che affrontano il carcinoma prostatico e che sono sottoposti a terapia di deprivazione androgenica (ADT) possono contare su un valido supporto per gestire gli effetti collaterali del trattamento: un programma strutturato che associa attività fisica guidata a un piano nutrizionale personalizzato. Un'indagine clinica quinquennale, condotta nel Regno Unito con il sostegno del National Institute for Health Research (NIHR), ha dimostrato che l'implementazione del modello STAMINA può diminuire di un terzo (33%) il declino della qualità di vita e l'affaticamento nei pazienti in cura. I risultati di questa ricerca sono stati diffusi nella prestigiosa pubblicazione The Lancet Oncology. Questo approccio integrato si rivela cruciale per migliorare il benessere complessivo durante il percorso terapeutico.
La terapia di deprivazione androgenica, un trattamento ormonale fondamentale per il tumore alla prostata, riduce i livelli di testosterone per bloccare la crescita delle cellule tumorali. Nonostante la sua efficacia, l'ADT presenta effetti collaterali che possono influenzare negativamente la qualità della vita dei pazienti. Tuttavia, un nuovo studio ha evidenziato che l'adozione di un programma personalizzato di attività fisica e nutrizione, come il modello STAMINA, può mitigare questi effetti. I partecipanti al programma hanno mostrato un significativo miglioramento, riportando livelli inferiori di stanchezza e una qualità di vita superiore rispetto a coloro che hanno ricevuto solo le cure standard. Questo sottolinea l'importanza di un approccio olistico che integri le terapie mediche con interventi sullo stile di vita per ottimizzare il recupero e il benessere dei pazienti.
L'efficacia del programma STAMINA per i pazienti con carcinoma prostatico
La terapia di deprivazione androgenica, pilastro nel trattamento del carcinoma prostatico, mira a ridurre i livelli di testosterone per rallentare la progressione della malattia. Tuttavia, comporta una serie di effetti collaterali debilitanti, tra cui un calo del desiderio sessuale, problemi di erezione, diminuzione della densità ossea, sbalzi d'umore e una marcata stanchezza cronica. Per esplorare soluzioni a questi disagi, i ricercatori hanno condotto uno studio su circa 700 uomini in terapia ormonale, reclutati da 15 ospedali del National Health Service (NHS) in Inghilterra. I partecipanti, con un'età media di 71 anni, sono stati suddivisi in due gruppi: uno ha seguito il programma STAMINA, che includeva sessioni di allenamento aerobico e di resistenza sotto supervisione, integrate da consigli nutrizionali e supporto psicologico; l'altro gruppo ha ricevuto le cure standard.
I risultati dello studio sono stati estremamente positivi: oltre l'80% dei pazienti assegnati al programma STAMINA ha mantenuto una partecipazione costante per l'intera durata dei 12 mesi. Questi individui hanno riportato livelli di affaticamento significativamente ridotti e una qualità della vita nettamente superiore rispetto al gruppo di controllo. Il programma ha anche dimostrato una notevole sostenibilità economica per i sistemi sanitari. In risposta a questi promettenti esiti, l'organizzazione Nuffield Health ha già manifestato l'intenzione di incorporare il modello STAMINA nei percorsi oncologici, con l'obiettivo di estenderlo ad altre forme tumorali, come il carcinoma mammario e il colon-retto, in 50.000 strutture entro il 2030, rendendolo un'opzione terapeutica ampiamente accessibile e benefica.
L'importanza della supervisione e i suggerimenti degli esperti nel percorso terapeutico
L'efficacia del programma risiede nella sinergia tra esercizio fisico e un accompagnamento costante. Numerose ricerche nel campo dell'oncologia si sono storicamente concentrate sulle donne sopravvissute al tumore al seno, ma disporre di evidenze cliniche così solide e specifiche per gli uomini in terapia ormonale per il carcinoma prostatico rappresenta un progresso di valore inestimabile. La semplice informazione, infatti, non è sufficiente. L'aspetto cruciale del programma STAMINA è stato il supporto di un coach e la presenza di sessioni guidate, elementi indispensabili per aiutare i pazienti a tradurre le raccomandazioni teoriche in abitudini durature e concrete. Le linee guida dell'American Cancer Society per i sopravvissuti al tumore alla prostata raccomandano almeno 150 minuti settimanali di attività aerobica a intensità moderata, come la camminata veloce, integrata da esercizi di resistenza e una dieta ricca di frutta e verdura.
Gli esperti sottolineano come una nutrizione adeguata e l'attività fisica influenzino direttamente il processo di recupero. Per quanto riguarda l'alimentazione, si consiglia una dieta che prediliga verdure a foglia verde, legumi e grassi sani, limitando il consumo di carne rossa per contribuire a ridurre lo stato infiammatorio dell'organismo. Per l'attività fisica, si raccomandano discipline come la corsa, il nuoto o l'uso della macchina ellittica. Queste attività non solo stimolano il rilascio di endorfine, migliorando l'umore e riducendo lo stress mentale ed emotivo, ma rafforzano anche il sistema immunitario, offrendo un supporto completo al benessere fisico e psicologico dei pazienti. Questo approccio olistico è fondamentale per affrontare al meglio il percorso di cura e migliorare la qualità della vita.
